Rebecca Moccia

sempre più di questo

a cura di Lorenzo Bruni

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6 marzo – 24 aprile 2015

inaugurazione giovedì 5 marzo 2015, ore 19

 

I due ambienti della Galleria presenteranno situazioni apparentemente molto differenti tra loro: una sala sarà caratterizzata da interventi con cui Moccia riflette sull'essenza dell'immagine video, della scrittura e dell'oggetto scultoreo, mentre il secondo spazio sarà animato da opere realizzate a quattro mani con altri artisti da lei coinvolti appositamente per l'occasione

 

La Galleria Massimodeluca presenta la prima mostra del 2015: sempre più di questo, prima personale di Rebecca Moccia (Napoli, 1992), a cura di Lorenzo Bruni (dal 6 marzo al 24 aprile 2015, inaugurazione giovedì 5 marzo 2015, ore 19).

Il progetto è costituito da un gruppo di opere il cui dialogo è stato ideato e pensato appositamente per la Galleria Massimodeluca, e che darà vita a due diverse situazioni: una stanza sarà dedicata ai lavori di Rebecca Moccia, “minimi interventi che puntano a registrare l'energia dei fenomeni naturali”, come scrive Lorenzo Bruni nel testo per il catalogo, mentre nell’altra sala verranno esposte opere realizzate da Moccia insieme ad altri giovani artisti: Claudio Corfone, Bros e Silvia Mariotti, con i quali l'artista si confronta da tempo, e altri con cui questo processo di discussione inizierà nel corso della mostra, tra cui Simone Ialongo e Carmelo Nicotra.

Questi due ambienti sono per l'artista le due tensioni necessarie per creare un dialogo attorno al perché si pensa e si produce arte oggi e alla sua possibilità di stabilire un dialogo propositivo/immaginativo, e non solo analitico/oggettivo, con la realtà in cui si inserisce e da cui nasce” spiega il curatore Lorenzo Bruni.

 

La prima sala della Galleria Massimodeluca ospiterà interventi che per la loro apparente fragilità e per l'ingombro minimo suggeriscono allo spettatore la scoperta di quel luogo, che proprio per questo al primo impatto apparirà avvolto da uno straniante silenzio contemplativo. Le opere sono realizzate utilizzando svariate tecniche espressive come il video, la scultura, la scrittura, la fotografia, ma si pongono più come interventi site specific. L'idea di evocare più che di ricordare è ciò che anima tutte le opere in mostra, che sono collegate dalla volontà di Moccia di volersi stupire, assieme allo spettatore, dei dettagli che si nascondo nel quotidiano e che lo rendono vivo.

 

La stessa volontà di concretizzare questo dialogo con l'ambiente circostante ha portato Rebecca Moccia a collaborare a quattro mani con altri artisti nell’intervento dal titolo on air on air. In questo caso l'ambiente a cui si rivolge è l'opera d'arte, lo scambio di idee tra gli artisti, l'individuare cosa si intende per atto creativo e come si manifesti e si concretizzi. Questo progetto nel progetto è un modo di creare una riflessione successiva sulla relazione tra autore, oggetto e osservatore e su cosa si intenda oggi per partecipazione ed empatia, per eticità della visione e creazione di nuovi sensi di appartenenza.

 

Le due atmosfere che si concretizzeranno nelle due sale della Galleria Massimodeluca sono contraddistinte dalla stessa voglia di abitare e condividere, anche se momentaneamente, i momenti/luoghi che si presentano al singolo soggetto. Questa tensione è ben esplicata da Parabola, l'installazione che sarà presente all'esterno della Galleria e da cui è nata l'immagine per l'invito della mostra. L'immagine, come descrive l'artista stessa nella conversazione con Lorenzo Bruni che sarà pubblicata in catalogo, è “una parabola satellitare dipinta con della vernice per carrozzeria scelta del colore oro abbagliante che si riflette sul paesaggio urbano quando il sole cala, prima del tramonto. Una parabola di trasmissione/ricezione, punto che porta la tua mente e il tuo sguardo in prospettiva, complice di una comunicazione. Osserviamo quotidianamente questi ricettori brillare come le punte dei palazzi altissimi di vetro, sono spettacoli di un dialogo con la luce, con un sistema satellitare immaginario, e non, che intercettiamo con la nostra meraviglia...quindi, come dici tu, la mia intenzione non era affatto malinconica ma puntava ad altro.”

 

Rebecca Moccia (Napoli, 1992) inizia gli studi artistici a Roma, attualmente vive e lavora a Milano dove ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera, laureandosi nel 2014. Nel 2013 partecipa al workshop di Giuseppe Gabellone al Museo del Novecento di Milano, nel 2012 a quello di Bernard Rudiger, L’autonomia dell’artista all'Accademia di Belle Arti di Brera, Milano e all'Ecole Nationale des Beaux Arts de Lyon, Lione. Tra le mostre collettive si ricordano: Esercizi di stile, a cura di Marina Bastianello, Andrea Bruciati, Maurizio Nobile, Galleria Maurizio Nobile, Bologna (2014); Immediatamente, Spazio Werther, Milano; Incontro, a cura di Bernhard Rüdiger e Gianni Caravaggio, Réfectoire des Nonnes, ENSBA, Lione (2013); NI DIEU NI MAÎTRE, a cura di Andrea Bruciati, Galleria Massimodeluca, Mestre - Venezia; L'intimità dell'immagine come luogo in comune, a cura di Gianni Caravaggio, ViaFarini DOCVA, Milano; Studio comune esposizione, a cura di Claudio Citterio e Diego Morandini, Casa degli artisti, Milano (2012). Nel 2014 è tra i finalisti della Selezione Celeste Prize e nel 2012 del Premio Francesco Fabbri per le arti contemporanee e del Premio Combat. Nel 2015 è tra gli ideatori e curatori di Studi festival, settimana di apertura, con mostre ed eventi, degli studi degli artisti di Milano.

Lorenzo Bruni è critico d’arte e curatore indipendente e per il 2015 insegna Estetica dei new media all'Accademia di Bologna. Attualmente sta collaborando come guest curator per il centro d’arte Karst a Plymouth (UK) dove ha già realizzato nel 2014 il progetto dal titolo On Stage, mentre per l’A.A. 2013/2014 è stato professore di Storia della Scultura all’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Nel 2013 riceve l’incarico dal museo KCCC di Klaipeda in Lithuania per realizzare un progetto annuale dal titolo Traveling and trip, oltre ad essere curatore per l’archivio giovani artisti siciliani del Museo RISO di Palermo e nuovo collaboratore per la APT Foundation. Nel 2012 ha inaugurato come direttore la nuova Binnenkant21 Art Fondation ad Amsterdam con la mostra dal titolo mi scusi...ma dove mi trovo? con gli artisti Ahmeth Ogut, Rossella Biscotti e Andre Romao. Dal 2000 ad oggi è coordinatore delle attività espositive dello spazio no profit fondato da un collettivo di artisti dal nome BASE / progetti per l’arte. Oltre a scrivere saggi per svariati cataloghi monografici e libri tematici collabora da molti anni con le riviste italiane Arte e Critica e Flash Art.

ph Cosimo Filippini