Giusy Pirrotta | Elisa Strinna
Tanto tempo fa, quando la Terra era piatta
a cura di Alice Ginaldi
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17 gennaio – 28 febbraio 2014
inaugurazione giovedì 16 gennaio, ore 19.00
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La Galleria Massimodeluca apre la stagione espositiva 2014 con una mostra unica nel suo genere: Tanto tempo fa, quando la terra era piatta, doppia mostra personale di Giusy Pirrotta ed Elisa Strinna, a cura di Alice Ginaldi.

Le due giovani artiste, il cui lavoro si struttura su percorsi e ricerche artistiche eterogenei, svilupperanno due proposte allestitive specifiche e indipendenti, ideate e realizzate appositamente per l'esposizione. 

Il titolo della mostra Tanto tempo fa, quando la terra era piatta è liberamente tratto dal titolo dell'omonimo libro per bambini edito nel 1979 da Emme Edizioni: scritto da Paolo Caboara con illustrazioni di Aimone Sambuy e una speciale assistenza grafica di Bruno Munari, il testo raccoglie tre leggende africane che narrano la nascita delle montagne, la storia del sole e la scoperta del fuoco. Ciascuna fiaba racconta, a modo suo, un tema caro a tutte le mitologie: quello del misterioso legame tra l'elemento terrestre e quello celeste. Allo stesso modo la mostra svilupperà un dialogo biunivoco sul paesaggio e sulla lettura che ne riceviamo, così ineluttabilmente legata alla percezione umana. La traduzione estetica del paesaggio diventa così per Giusy Pirrotta una scomposizione di spettri cromatici, forme e memorie, mentre per Elisa Strinna si articola sulla ri-codificazione linguistica del tempo attraverso la materia naturale filtrata dal codice sonoro “artificiale”. 

Nello specifico, Giusy Pirrotta realizzerà un progetto che indaga la luce a la sua composizione secondo la sintesi additiva dei colori rosso, verde e blu mediante un'installazione composita. «Nell'ultimo anno l'artista sta rivolgendo la sua ricerca verso una riflessione ragionata che parte dal concetto di immagine in movimento, dalla sua genesi percettiva, per approdare alla messa in scena di esperimenti ottico-luministici – spiega la curatrice, Alice Ginaldi – Nel tentativo di restituire all'evanescenza del video una sua pregnanza oggettuale e strutturalista, il lavoro di Pirrotta si orienta in particolare al suo rapporto con l'architettura e con l'attrezzatura usata per la fruizione».

Elisa Strinna presenterà il progetto inedito Articolazioni oltre il linguaggio. La materia, il suo ritmo e le sue declinazioni, realizzato in collaborazione con l'artista Elena Mazzi, costituito principalmente da due interventi che dialogano all’interno di un unico spazio. «Entrambi gli interventi sono tentativi di traduzione – illustra Ginaldi – L’intento è porre a confronto due testimonianze risultanti da differenti processi storici: quello della Natura e quello dell’Uomo. Il percorso espositivo sarà delineato attraverso una lettura di natura sonora di testi inusuali, andando così ad attivare diversi sistemi di percezione di uno stesso fenomeno, nel tentativo di produrre nuove chiavi di lettura riguardo alla realtà che ci circonda».

Il catalogo della mostra Tanto tempo fa, quando la terra era piatta presenterà, per Elisa Strinna, i contributi di Ilaria Gianni, Trial Version, Bruno Giorgini e Giuseppe Favi. Per Giusy Pirrotta, quelli di Nicky Hamlyn e Attilia Fattori Franchini.

 

Giusy Pirrotta (Reggio Calabria, 1982) vive e lavora a Londra.
Il suo lavoro si basa sullo studio e la manipolazione dell’immagine in movimento e i suoi codici di rappresentazione. La sua formazione comprende pittura, scultura, fotografia e performance all’Accademia di belle Arti di Firenze. Dopo un breve periodo di soggiorno milanese, si sposta a Londra per un Master in Fine art al Central Saint Martin College of Art and Design dove inizia a lavorare con mezzi diversi, tra cui il film 16mm in maniera strutturalista. Conclude uno stage di formazione presso PresTech Film Laboratories per il restauro e preservazione della pellicola, e un programma di Artista in Residenza al Central Saint Martin College of Art and Design nel dipartimento Film & Video. Attualmente è al primo anno di ricerca presso L’UCA University for the Creative Arts In Farnham, con un progetto di dottorato teorico-pratico che studia l'immagine in movimento e la sua relazione con l’architettura. Nel 2012 vince il Red Mansion Art Prize trasferendosi a Pechino per un mese con mostra di fine residenza al Royal College of Art, a Londra. È stata segnalata come finalista per il Nova Award come migliore lavoro prodotto per il Master in Fine Art 2011 per il Central Saint Martin College, con mostra alla Lethaby Gallery di Londra. Tre le mostre più recenti: Le figlie di Eva, Fama Gallery, Verona; Journey in the center of my mind, Bunkhouse, Madrid; Analougue recurring, Lo & Behold gallery, Londra; Young at art 2013, Maca Museo Arti Contemporanea, Cosenza; Lumen, Mars, Milano; Future solo show, Murata centoventidue, Bari. Attualmente è finalista per il Premio Fabbri, sezione Arte Emergente.

 

Elisa Strinna (Padova, 1982). Dopo essersi diplomata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, termina i suoi studi in Produzione e Progettazione delle Arti Visive allo IUAV di Venezia. Il lavoro di Strinna esplora il modo in cui strutturiamo la nostra percezione ed i nostri campi del sapere. Partendo dalle fonti, dai residui della storia naturale e umana, l’artista ne esamina le informazioni dando vita a narrazioni diverse. Narrazioni che rivelano intrinseci aspetti “culturali” della natura, sfidando ogni concezione che limita i processi sia culturali che naturali, e narrazioni che restituiscono originali letture della storia umana, sfidando i sistemi di produzione della verità e del sapere. Nel 2013 è invitata al premio 5x52013 al Espai d'art contemporani de Castelló (Spagna) ed è la vincitrice della sezione scultura del Premio Combat (Livorno). Nel 2012 viene invitata alla Biennale di Taipei 2012, Taiwan, ed alla Nature Addict Travelling Academy (Documenta, Kassel). Nel 2011 vince la tredicesima edizione del Movin’up, premio per la mobilità dei giovani artisti italiani del mondo. Nel 2011/2010 è una delle vincitrici del premio 6ARTISTA alla Fondazione Pastificio Cerere che consiste in una residenza di nove mesi tra Roma e Parigi. Strinna partecipa al XVI corso Avanzato in Arti Visive alla Fondazione Ratti di Como con Hans Haacke come visiting professor (2010). Nel 2009 segue il workshop tenuto dall’artista Peter Friedl alla Fondazione Spinola Banna, Poirino (Torino). Tra il 2008 ed il 2009 è assegnataria di un atelier alla Fondazione Bevilacqua la Masa di Venezia.

 

 

Alice Ginaldi (Trieste, 1983) è curatrice e critica d'arte. Nel 2007 consegue la laurea specialistica al DAMS di Bologna in Storia dell’Arte Contemporanea. Dopo alcuni anni di esperienza come responsabile della cura scientifica del festival d'arte e musica digitale Pixxelmusic, le è stata affidata la programmazione artistica dello spazio no-profit Metropolitana a Gorizia. Redattrice della rivista www.genius-online.it, per diversi anni ha seguito per la Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Monfalcone il progetto didattico nelle scuole. Dal 2011 svolge occasionalmente cicli di laboratori artistici rivolti ai bambini per la Fondazione Ca.Ri.Go. e per i Musei Provinciali di Gorizia e relativi alle mostre in corso. Ha curato mostre e pubblicazioni in diverse Gallerie, spazi museali e per numerose associazioni, realtà e Premi nazionali tra cui il collettivo MARS di Milano, la residenza CARS di Omegna, Dolomiti Contemporanee di Belluno e il Premio Terna. È stata responsabile della sezione Arti Visive del Festival Homepage di Udine e del progetto regionale Youth Talent FVG, continuando a lavorare soprattutto con giovani artisti. Nel 2013 ha concluso l'abilitazione all'insegnamento di storia dell'arte nelle scuole secondarie di secondo grado.

Elisa Strinna

Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia,

il suo ritmo, le sue declinazioni

2013-2014

Un lavoro in collaborazione con Elena Mazzi

Installazione sonora

Pietra, metallo, materiali vari

Dimensioni variabili

Courtesy l’artista e Galleria Massimodeluca

Elisa Strinna

Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia,

il suo ritmo, le sue declinazioni

2013-2014

Un lavoro in collaborazione con Elena Mazzi

Performance canora, documentazione video 3,29 min

Partitura per performance canora,

Schermo al plasma

Dimensioni variabili

Courtesy l’artista e Galleria Massimodeluca