Lalla Lussu

a cura di Efisio Carbone

 

dal 24 novembre al 12 gennaio 2019

Inaugurazione sabato 24 novembre 2018, ore 18 - 20

 

È la natura la protagonista dell’ultima ricerca di Lalla Lussu (Cagliari, 1953), che verrà presentata per la prima volta a Venezia nella personale Lalla Lussu, a cura di Efisio Carbone, con cui la Galleria Massimodeluca inaugura la collaborazione con l’artista sarda (dal 24 novembre al 12 gennaio 2019, inaugurazione sabato 24 novembre 2018 dalle 18 alle 20.

 

Lalla Lussu è un’artista che concentra la sua consumata conoscenza del colore, della pittura, delle tecniche, verso lo studio dell'essenza della  materia: la luce. “Già negli impasti pittorici più informali ed espressionisti del suo lavoro passato, la tavolozza schiariva con la presenza di improvvisi bagliori cromatici, squarci di speranza dentro mondi a volte drammatici - spiega Efisio Carbone - Ma la luce, quella pura e assoluta che scivola sulle superfici bianche e curvate di Castellani, che Lalla Lussu conobbe e frequentò durante i suoi studi universitari, la stessa accecante che invade i cieli tersi di Sardegna, lei la riconobbe nella difficile tecnica ad acquerello. La catturò e la studiò allagando carte di cotone, la ridusse in frammenti, la accese di fuoco, la rinchiuse in bolle d'aria, zolle di terra, prati rigogliosi, cortecce d'alberi”.

L’artista inizia a lavorare i suoi teli di lino, chiamati Cortecce dal 2012, un progetto lungo e meditato che ha avuto bisogno di pause di sedimentazione e di riflessione, in cui i profumi e i colori della terra e del mare diventano spazi del ricordo e dei sogni: stoffe pazientemente plissettate che narrano del tempo come fanno gli anelli di accrescimento dei tronchi degli alberi, che mostrano delicati impasti cromatici così come la forza di un tessuto irto e graffiante.

L’idea di realizzare un bosco di tele trova una inusuale forza nella natura ambigua del soggetto stesso, interpretato secondo la duplice visione di madre benevola e matrigna - continua il curatore Carbone - Luoghi di leggende, di timori ancestrali, d’ispirazione, indispensabili per la vita dell’uomo, un tempo immense, le foreste oggi rivelano tutta la loro fragilità e l’equilibrio precario in cui versano. Ma il bosco è anche una grande metafora per raccontare lo smarrimento dell’Io, le prove a cui la vita lo sottopone con le sue difficoltà.”

Pur trattandosi di lavori su tessuto, le Cortecce vanno interpretate come vere e proprie tele “dis-armate”. I colori e le forme sono scelti e accostati con consumata esperienza per ottenere un preciso carattere, e danno vita ad alberi tutti diversi, ognuno con una propria personalità. Parlano, invitano, respingono. Raccontano un’artista dalla grande forza spirituale ma anche dalla più alta conoscenza della storia dell’arte: “i bagliori atmosferici di Giorgione e Tiziano,  la poesia di Corot, i densi verdi di Courbet, i sinistri umori di Friedrich; i faggeti di Klimt, le pennellate di Van Gogh, le geometrie di Cèzanne, fino alle sintesi di Mondrian, per approdare al mondo informale e astratto della pittura liberata.”

Il progetto si è arricchito col tempo di importanti variazioni sul tema tra cui la serie degli Alpegiani, dei Bianchi per Bianchi, e delle straordinarie Carte, tutte serie rappresentante in mostra.

 

 

 

 

Lalla Lussu nasce a Cagliari dove consegue il diploma al Liceo Artistico Statale Foiso Fois e la laurea in Storia dell'Arte Contemporanea con una tesi sull’artista Enrico Castellani. Dal 1984 è docente di Discipline Pittoriche, al Liceo Artistico Statale Foiso Fois di Cagliari, città nella quale vive e lavora. Nel 1971 frequenta il corso di pittura all'Intenatìonale Sommerarakademìe fur Bildende Künst di Salisburgo con il maestro Heinz Trökes, e nel 1989, con il maestro Jörg Immendorf. Dal 1982 al 1984 frequenta i corsi d'incisione all'Accademia Raffaello d'Urbino e nel 1997/1998 i corsi avanzati d’incisione tenuti dal maestro fiammingo Enk de Kramer al Museo ExMà di Cagliari. In seguito alla prima mostra personale del 1977, presentata da Giorgio Pellegrini, confronta il suo lavoro con quello di altri giovani artisti italiani, partecipando a mostre come il Premio San Fedele e Quadri Giovani nel 1981 a Milano e Territorialità dell'arte a Capo d'Orlando (Palermo), curata dal critico Simonetta Lux. Dal 1982 partecipa al programma di mostre proposte dalla gallerista Sandra Piras, nel suo storico spazio Chironi 88 di Nuoro, dal titolo Istanze Contemporanee. Negli anni Ottanta-Novanta l'attenzione è catturata da un'espressione pittorica che la stessa artista definisce "astratto ma non troppo". Dal fondo marino popolato di pesci alla terra, dall'abissale alle radici, all'essere vivente, fiore o albero, petalo e foglia, fusto e fronda, e ne sono testimonianza le mostre "La preponderanza delle cose piccole", "Tempere", "Un albero ancora bambino balla e canta sull'erba", "Insularità" (curata dal critico Giuliana Altea), "Lontane radici del senso" (presentata dal critico Caterina Limentani Virdis), "Preghiera e Pentimento. Nel 2000, alla mostra Attraversamenti, a cura dell'Associazione Culturale "Man Ray", espone le sue prime Icone, presentate dal critico Ivo Serafino Fenu. Nel 2003 presenta 19 grandi Icone Urbane al Lazzaretto di Cagliari, a cura di Alessandra Menesini. Dopo la partecipazione nel 2003 alla mostra dedicata a "Sardae Patronus Insulae Sublimis Inter Martires", decide di rivolgere tutta la sua attenzione e il suo impegno alla tecnica dell'acquerello e alla possibilità di nuove sperimentazioni; a tale proposito si ricorda la mostra del 2005 "Duetto d'Artista" all'Exmà di Cagliari dall'intrigante sottotitolo "RA MA DU RA" e la partecipazione alla mostra Carte e…carte, organizzata dal Centro Culturale Man Ray, con un opera Ziqqurat/Taruqquiz del 2007. Da 2009 al 2012 partecipa ad una serie di mostre collettive: “Riflessi”, “Bianco come la Pece”, “Stanze”, dove l’impegno verso la tecnica dell’acquerello è sempre più sperimentale rivolgendo la massima attenzione al coinvolgimento dello spazio e dello sguardo. Nel 2011 nella mostra personale dal titolo “I fiori sbocciano…presto raggiungerò il bosco”, presentata dallo storico dell’arte Marisa Frongia, realizza con carta e acquerello un’installazione site specific dedicata al mondo vegetale. Recentemente ha collaborato con artisti e architetti al recupero d’alcune aree urbane della città di Cagliari, partecipando nel 2000 al progetto "Dieci artisti per il Favero", nel 2001 al progetto “Piazza d'Arte” e nel 2010 al progetto “Open Show” nella città di Sassari.

Dal 2009 al 2012 ha preso parte alle mostre di New Design “SiediTi”, “Contenitori alT”, “TVB”, con opere tridimensionali realizzate con lana lavorata ai ferri. Nel 2012 è stata scelta per rappresentare la Regione Sardegna alla Biennale dell’Acquarello di Albignasego (PD). Dal 2014 al 2017 partecipa a diversi progetti che si svolgono in aree diverse dalla Sardegna, dedicati all’alimentazione della mente con le mostre: Pagine di Pane, Dal Seme al Pane, Pane al Pane. Sempre in questi anni partecipa alla progettazione e realizzazione di tre libri d’artista, uno di questi Senza Parole 2016, è stato pubblicato nel catalogo della B&B Italia Home n.13. Dal 2012 ad oggi, l’artista inizia a lavorare su teli di lino naturale, con stoffe plissettate e dipinte a mano in cui la sua instancabile ricerca sui rapporti tra Arte e Natura trova il suo mondo ideale e spirituale nella mostra Cortecce.